Madia Relica – una nuova integrità dei frammenti
La madia Relica esplora una monumentalità fondata non su un unico volume pesante, ma sull’equilibrio tra frammenti autonomi. Il nome rimanda all’architettura delle rovine, il cui fascino permane anche dopo la perdita dell’integrità originaria. È un neologismo derivato dal latino reliquum, «ciò che rimane». Colonne, pareti e superfici lapidee continuano a comporre un’immagine spaziale unitaria. Le tracce del passato conservano la propria forza materica e diventano il fondamento di un nuovo linguaggio progettuale.
La composizione della madia si basa sul contrasto tra forme, proporzioni e direzioni. Seguendo il principio della triade, lo stesso marmo assume tre diverse interpretazioni spaziali: il sostegno cilindrico definisce un volume pieno, le lastre verticali introducono una sequenza di piani sottili, mentre il piano superiore disegna un orizzonte continuo. Il peso fisico della pietra rimane percepibile, ma l’asimmetria e l’apertura della struttura ne attenuano la massa visiva, trasformando l’oggetto in un marcato accento architettonico.
2026








